Centro abbronzatura di Rimini

Grazie a questo centro abbronzatura a Rimini, la tintarella dal fastidioso effetto “arancione”, tipica degli anni ’90, sarà solo un brutto ricordo. Oggi il comparto solare è in grado di regalare una pelle ambrata o bruna, assolutamente naturale, con diverse gradazioni in base alla particolare carnagione del soggetto e alle quantità di applicazioni a cui ci si sottopone. La qualità di un centro abbronzatura a Rimini si vede anche dall’attenzione nell’uso dei cosmetici impiegati nei trattamenti o venduti agli utenti, come ad esempio la linea “Supertan”, che garantisce risultati ottimi e in tutta sicurezza. Non a caso la marca in questione è la più venduta negli Stati Uniti, dove tra Los Angeles e Miami la cultura del sole è da sempre orientata in senso salutista e della prevenzione. Nell’ottica di un’abbronzatura bella ed uniforme occorre tenere presente alcune regole fondamentali.

Rispettare i tempi fisiologici dell’organismo – la pelle si rigenera completamente dopo circa 28 giorni, inutile quindi tentare a tutti i costi di conservare o prolungare oltre la tintarella. 

Preparare la pelle – è consigliabile effettuare uno scrub approfondito, qualche giorno prima dell’esposizione solare o della lampada, così da eliminare eventuali cellule morte superficiali, ciò garantirà maggiore resa e lucentezza. 

Curare l’idratazione – nemico giurato della tintarella è la disidratazione, capace di sottrarre lucentezza e colore alla pelle, desquamandola e rendendo più evidenti le rughe. Ottima soluzione è l’uso di creme idratanti e doposole, preferendo la doccia al bagno, poiché quest’ultimo tende a “lavare via” anche il sebo, naturale pellicola di difesa dell’epidermide. 

Una Curiosità: il viaggio in aereo, di ritorno da mete esotiche, ha effetto negativo sull’abbronzatura, perché l’aria secca dell’abitacolo accelera il processo di perdita della tintarella. 

L’abbronzatura parte dalla dieta poiché ciò che si mangia può aiutare o ostacolare sensibilmente la velocità di pigmentazione della pelle. Quindi frutta, verdura e in particolare carote, sono un toccasana in questo senso. Il betacarotene è notoriamente un precursore della vitamina A che stimola la produzione di melanina. Il principio attivo si trova non solo nelle carote, ma anche i tutti i frutti e gli ortaggi di colore arancione, nel fegato di merluzzo e nell'olio di fegato di merluzzo.

Per prolungare l’abbronzatura, si possono magari fare delle sedute di “richiamo”, meglio però se lampade a bassa pressione. Un macchinario a bassa pressione si distingue facilmente per la presenza di tubi al neon di norma relativamente lunghi, a volte sui due metri, mentre le lampade ad alta pressione si contraddistinguono per l’utilizzo di tubi montati dentro ad una parabola riflettente. 

Le lampade a bassa pressione del centro abbronzatura di Rimini impiegano prevalentemente raggi UVB  mentre la percentuale di questi nelle macchine ad alta pressione è decisamente più bassa. La percentuale e l’emissione determina la risposta delle pelle, perché i raggi UVB tendono ad arrossarla maggiormente ma determinano anche un aumento della melanina. Il ricorso eccessivo ad una macchina a bassa pressione può causare scottature ed eritemi, ma dosando sapientemente l’esposizione, si ottiene un’abbronzatura meno intensa ma più duratura. Per contro l’alta pressione da un’abbronzatura meno duratura, tuttavia più sicura e dall’intenso effetto dorato. Una buona combinazione per iniziare è quella della lampada a bassa pressione, per stimolare la produzione di melanina, passando poi dopo qualche giorno alla macchina ad alta pressione.

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